Storia

L'operatore agricolo ha sempre sentito la necessità di proteggere il frutto del suo lavoro dalle avversità atmosferiche.
I primi tentativi per realizzare questa sua aspettativa si ebbero attorno al 1820 con l'installazione, a protezione delle colture, di una specie di parafulmini i cosiddetti para grandine, il risultato fu tale che in pochi anni l'esperimento venne abbandonato completamente.
Nello stesso periodo si ebbero anche i primi esperimenti, da parte di alcune Compagnie di assicurazioni di immettere nel mercato la polizza grandine; esperimento che ebbe alterne vicissitudini, in molti casi mal riuscite.
Solo ne 1836, per opera di una grande Compagnia di assicurazioni, si ebbe il vero decollo delle polizze per la copertura dei danni della grandine alle colture agricole grandini.
Seguirono poi in questa iniziativa nel 1853 e nel 1857 altre due compagnie, le quali rimasero sole ad operare in questo ramo fino al 1887, per poi passare ad 8 Compagnie nel periodo compreso fra quest'ultima data ed il 1903, a 15 negli anni successivi fino al 1914 ed a 33 nel periodo dal 1915 al 1929.

Nel 1910 venne presentata una proposta di legge per la costituzione di un Ente statale mutualistico per l'assicurazione grandine di tutti i prodotti agricoli, si tentò negli anni successivi altre iniziative legislative tendenti allo stesso scopo che per motivi politici, vennero sempre abbandonati.
Le iniziative parlamentari ed i pubblici dibattiti che seguirono, fecero però maturare nelle Compagnie di Assicurazione la volontà di cessare ogni tipo di concorrenza e studiare una forma di collaborazione ed un collegamento maggiore.
Il tentativo trovò una sua prima realizzazione nel 1926 quando 7 compagnie si riunirono per dare vita al " Consorzio Italiano Grandine", organo che prevedeva la assunzione e la ripartizione dei rischi relativi ad alcuni prodotti particolarmente pericolosi, quali il tabacco, l'uva , le cucurbitacee , la frutta ed i pomodoro.
La compagnia grandine del 1933, per il pesante risultato deficitario creò ulteriori difficoltà economiche ad alcune compagnie che vennero poi assorbite da altre più importanti e convinse le Società che operavano nel ramo, non ancora convenzionate a farsi promotrici di un organismo che studiasse attentamente la tarrifazioni dei premi, ed uno studio attuabile di riduzione dei costi.
Nacque così il "Concordato Italiano Grandine", un organismo destinato ad influenzare in maniera determinante il futuro delle attività assicurative italiane nel ramo grandine , il cui documento istitutivo venne sottoscritto in data 30 novembre 1933.
Lo scopo principale di questo Ente era quello di compilare statistiche molto più aderenti alla realtà avendo a disposizione maggiori elementi rispetto alla singola Compagnia e quindi di poter stabilire tassi più adeguati e soprattutto uniformi per zone evitando così concorrenze selvagge.
Non mancarono però le critiche anche tra le stesse compagnie assicuratrici e sia del mondo agricolo, ciò nonostante, l'iniziativa, pur fra varie difficoltà, prese sempre più forza aggregando altre compagnie.
Il 27 marzo 1937, con decreto del capo del Governo venne approvato un contratto tipo obbligatorio per tutte le compagnie, di cui molte condizioni di assicurazione oggi sono ancora vigenti nei contratti che si stipulano.Dagli anni trenta e fino al 1967 la preparazione tecnica dei giovani periti e l'aggiornamento di quelli già operanti venne fatta direttamente in campagna dai periti più anziani e di grado superiore. La scelta del metodo per la determinazione del danno era lasciata comunque alla discrezionalità dei periti istruttori.
Solo nel 1967 le compagnie di assicurazione, sensibili a questa necessità di uniformare la metodologia tecnica delle liquidazioni, organizzarono, per la prima volta corsi tecnici di preparazione professionale per i giovani e di aggiornamento e specializzazione sui vari prodotti per i periti capi coppia, comprendenti lezioni teoriche, seguite in alcuni casi, da esercitazioni pratiche in campagna. Vennero istituiti inoltre, per i responsabili di squadra, seminari ed incontri di aggiornamento tecnico.

Negli anni sessanta, con il miglioramento delle tecniche di coltivazione in agricoltura ed il conseguente aumento della produzione lorda vendibile aumentò anche la diffusione delle polizze comprendenti rischi sempre più importanti e pericolosi, come il tabacco, la frutta e l'uva.
Le compagnie di assicurazioni aderenti al Concordato Italiano Grandine, chiamate a coprire queste produzioni ad alta tecnologia ed a forte rischiosità sentirono la necessità, per contenere i costi della polizza, di creare altri organismi ed accordi di coassicurazione.
La prima convenzione venne stipulata nel 1963 con la associazione del tabacchicoltori denominata appunto " Convenzione Assicurazione Tabacco" ( C.T.A.), alla quale seguirono la " Convenzione Assicurazione Uva "( C.A:U.) e la "Convenzione Assicurazione Frutta" ( C.A.F.)
Questi tre nuovi organismi vennero poi raggruppati nel 1971, nella " convenzione assicurazioni agevolate" (C.A.A.)
Tutta questa attività, mirante ad associare ed aggregare maggiormente l'attività delle varie compagnie aderenti, fece maturare l'idea che anche il corpo peritale tecnico operante in questo settore dovesse essere unificato.
Ma per avere un quadro completo della evoluzione dell'attività del Perito Grandine dalle origini al 1978, anno in cui fu costituito il corpo peritale unico, e da quel momento ad oggi, è opportuno fare un breve cenno storico.
Le perizie dei danni provocati dalla grandine fino all'inizio degli anni trenta furono esclusivo appannaggio degli Ingegneri, dei Periti Agrimensori e di molti altri operatori nel settore agricolo sprovvisti anche del titolo di studio o con i più svariati titoli accademici.
Con la riforma scolastica iniziata nel 1923 e terminata con il completo riordino della istruzione tecnica, il Perito agrario entrò di diritto fra i professionisti abilitati alla stima dei danni da grandine.
A operare in questo ramo specialistico della professione libera rimasero le attuali tre categorie professionali, Dottori Agronomi, Geometri e Periti Agrari coordinati dal Comitato Interprofessionale Periti Grandine.
Ma fino al 1965 le polizze grandini vennero liberamente assunte dalle compagnie di assicurazione senza vincoli particolari in quanto lo Stato Italiano non aveva ancora provveduto ad emanare leggi o provvidenze per incentivare la diffusione della polizza di assicurazione grandine.

Le condizioni contrattuali in particolare delle polizze frutta, stabilite all'inizio degli anni settanta, a causa delle mutate condizioni del mercato dei prodotti ortofrutticoli freschi, col passare degli anni divennero sempre più sperequate ed inadeguate a risarcire il danno causato dalla grandine, tale situazione delle liquidazioni a causa delle vecchie condizioni di polizza, creò in alcune provincie momenti di conflittualità fra assicurati, assicuratori che naturalmente coinvolse anche la parte tecnica e cioè i Periti.
Tutto ciò portò a far si che le parti aprissero un confronto che accelerò probabilmente l'approvazione della legge 185/92 la quale modificava sostanzialmente le norme della precedente legge n° 590/81.
Dopo l'entrata in vigore di questa legge , l'Ordine Nazionale dei Dottori Agronomi ed i Collegi dei Geometri e Periti agrari, auspicando l'allargamento della attività professionale dei loro iscritti agli altri settori previsti dalla legge e ravvisando anche l'impiego di tecnici appartenenti ad altre categorie professionali, hanno ritenuto opportuno modificare la precedente struttura del Comitato Interprofessionale Periti grandine nel "Comitato Interprofessionale Periti Estimatori danni da Calamità Naturale".
Questo nuovo Organismo, composto da nove componenti, fra i quali i Presidenti ed un Consigliere dei Consigli Nazionali delle tre categorie professionali e da tre professionisti esperti del settore, prevedeva la costituzione di dipartimenti per settori di specializzazione.
Dal 1996 il Comitato Interprofessionale, si è trovato a gestire rapporti e situazioni completamente diversi, rispetto alle realtà dei primi anni novanta, con le Compagnie che operavano singolarmente, i consorzi di difesa che tendevano ad assumere in alcuni casi atteggiamenti di particolare intransigenza, nei confronti delle singole compagnie, ma soprattutto le situazioni si erano modificate completamente nei rapporti tra i professionisti e la committenza.

Dagli anni sessanta agli anni settanta l'attività relativa alle assicurazioni delle produzioni agricole, da parte delle Compagnie di assicurazioni vi fu di grande fermento e contenne grandi cambiamenti, con la costituzione di nuove convenzioni tra le Compagnie e le associazione dei produttori agricoli, "C.A.T- C.A.U.- C.A.F."
Queste attività che fecero si che le compagnie di assicurazioni si fossero maggiormente aggregate, fu di stimolo anche per i Periti che sentirono la necessità di aggregarsi pure loro in un organismo unitario, che coordinasse la loro attività professionale.
Su iniziativa delle tre organizzazioni professionali "Ordine Nazionale dei Dottori Agronomi, e dei Collegi Nazionali dei Periti Agrari e dei Geometri, il 28 novembre 1962 costituirono il Comitato Interprofessionale Periti Grandine.
Questo organismo composto da nove componenti, tre per ogni categoria professionale con una turnazione triennale della presidenza, nel 1994 il Comitato ha cambiato nome, adeguandosi anche a quelle che erano le nuove esigenze del comparto, chiamandosi " Comitato Interprofessionale Periti Estimatori Danni da Calamità Naturali".
I cambiamenti avvenuti dal 1996 ad oggi hanno portato le tre categorie ad una sempre maggiore soglia di attenzione sui temi che toccano questa specifica attività professionale che ha avuto ed ha tuttora, un ruolo di fondamentale importanza nel comparto dell'economia agricola nazionale.

Fabio Gardini

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